Orme antiche, a Nord del futuro

Michele Cavejari

Il saggio si propone di tracciare l'identikit dell'Occidente e del tipo d'uomo che lo abita, analizzando gli scritti e le idee di due grandi pensatori del Novecento, Ivan Illich e Serge Latouche, alla ricerca dei punti di contatto tra la loro critica al consumismo e le loro proposte per una società più giusta, meno consumo-dipendente, più umana.

Contro la società capitalistica, in cui conta solamente il guadagno e l'accumulo, in cui lo spreco è parte integrante di un sistema che deve autoalimentarsi per non soccombere, in cui le persone sono utenti o consumatori, Illich e Latouche alzano la loro voce per intimare uno stop e proporre una visione profondamente, ma ragionevolmente, alternativa della società, dei rapporti umani, del lavoro: la sobrietà come scelta spontanea.

Il testo è strutturato in tre macro-aree. La prima introduce al pensiero di Latouche e di Illich, passandone in rassegna i punti di contatto e divergenza. Segue una pars destruens, focalizzata sui luoghi mentali del cittadino occidentale, sull'ideologia del progresso e sulla relativa retorica. La terza parte, infine, introduce la questione del rapporto dell'uomo con il concetto di limite e traccia il profilo della decrescita come esercizio critico riflessivo.

Genere: saggistica (filosofia e politica)
Pagine: 198
Prezzo: 16,00€ (cartaceo) - gratuito (pdf)
ISBN: 9788891189431
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Perché l'abbiamo scelto

È un saggio per niente banale. Per i temi trattati: l’insostenibilità, per l’ambiente, del sistema capitalistico-consumistico occidentale; la critica spietata a questo sistema; la società conviviale; la decrescita. Per come sono trattati: con una conoscenza molto approfondita degli autori di riferimento (Illich e Latouche su tutti); con il coraggio di affrontare e reggere fino in fondo argomentazioni difficili, come ad esempio l'auspicio di una de-scolarizzazione della società; con la volontà, dichiarata, di tenere aperto il dibattito. Per come è scritto: con un italiano forbito, cui non siamo più abituati, che non è sfoggio di superiorità culturale ma è anzi funzionale allo sviluppo dei temi e degli argomenti.

Non è un libro di facile lettura, anzi. Ma è un ottimo saggio: informato e coraggioso.

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